Senza categoria

Flusso di coscienza. Con la punteggiatura.

Sono così stanca che le gambe pulsano. Ho la testa leggera, come fosse rinchiusa in una bolla e galleggiasse poco lontano dal resto del corpo. Mi si accavallano i nomi dentro al cervello, devo pensarci un attimo, prima di parlare. Gli occhi. Gli occhi vorrebbero chiudersi, ma no, coraggio, ancora un piccolo sforzo, cercate di resistere ancora un po’. Sulle braccia ho un tatuaggio di ghirigori di inchiostro nero che va dal polso fin quasi alla spalla. Me l’ha fatto Zoe, ieri sera. La doccia flash a mezzanotte poi non è stata in grado di cancellarlo alla perfezione. Gliel’ho lasciato fare perché aveva vomitato e il mal di pancia non le dava tregua da lunedì. Così mi dispiaceva dirle di no. Sul corpo forse mi ha camminato un esercito di elefanti. Deve essere accaduto stanotte, mente cercavo di dormire con Zoe che si prendeva tutto lo spazio nel letto e mi rannicchiava in un angolino sul bordo. Deve essere accaduto mente sognavo Bellatrix che per ordine di Voldemort mi torturava facendomi dei tagli nel braccio con grosso coltello da cucina. Sangue dappertutto. Voleva la mia bacchetta. E ci ho provato a spiegarglielo eh, che io una bacchetta proprio non ce l’ho. Almeno l’avessi. Perrificus Totalus! La userei solo per questo incantesimo. Per fermare tutti e smetterla di inseguire il tempo. Va sempre troppo veloce. E io dietro, lo ricordo con il braccio teso, ma non ci arrivo mai. Sempre in ritardo. Passeggerei tra persone pietrificate, senza fretta, e le guarderei. Con la calma che non ho mai. Lo stomaco saturo di cibo spazzatura, supplica emozioni. Di quelle belle, leggere, frizzanti come la primavera, che si fa sentire, ma non vuole arrivare. Lo specchio piange: mi ha vista in momenti migliori. Mi piacerebbe essere Lady Bug. Mi perdo come una scema a guardare le puntate. Agile, snella, piena di energia, maldestra quanto basta, intelligente, coraggiosa, ottime capacità di problem solving. Un curriculum coi fiocchi. Per non parlare di cosa riesce a fare con uno yo-yo. “Miracolous lady bug!”. Mi servirebbe si, un miracolo.

Senza categoria

Il mio mondo che non c’è..


È un appartamento piccolo, mansardato. Le travi a vista, le pareti in legno. E c’è una finestra grande, che dà sul terrazzo. Le tende bianche cadono senza regole sul pavimento. Il divano è morbido, sprofonda. Bianco anche lui. Non ci sono quadri e dalla finestra si vedono le montagne. La mattina presto c’è un po’ di nebbia, bassa, umida. Si beve volentieri il caffè, a piedi nudi, guardando il lago. Dentro, tante candele bianche e l’incenso. Silenzio e musica leggera. Un tappeto grande, in sala. Tavolo. Libri. Tanti libri, non per forza da leggere, non per forza già letti, qualcuno a metà. E non c’è la tv. Cuscini,morbidi, sul pavimento. C’è sempre una tisana calda che mi aspetta. E io vivo lì. Mi stringo nella mia maglia leggera, bianca, i pantaloni di lino beige, lunghi, a piedi nudi, e le unghie non sono sempre per forza colorate. Bevo la mia tisana calda con i capelli sciolti e il foulard al collo e scrivo. Uso soprattutto le matite, sui miei fogli bianchi. Ma ho anche il pc. E io vivo lì. Non ho paura di restare da sola. Da lì osservo il mondo e non devo fidarmi o non fidarmi di nessuno, osservo e ascolto. E scrivo. Non devo stare attenta a capire chi è o non è sincero, devo solo guardare. E vale tutto. Lì è tutto mio e c’è soltanto una persona che ci può entrare. Qualcuno serve sulla terra a tenermi giù, qualcuno dentro l’anima, per fare a metà.