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L’armadietto di mia figlia.

Avevo promesso a mia figlia che sarei andata a prenderla io all’asilo questa settimana. Non ho potuto fare l’inserimento, non sono potuta andare a prenderla la prima settimana perché usciva alla una, però questa settimana toccava a me. Alle 15.45 sarei dovuta essere là, ad aspettarla e abbracciarla e ascoltarla raccontare come è andata la sua giornata. A vedere il suo armadietto. Ci tiene tanto a mostrarmelo, me lo ripete in continuazione. E invece no. Non ci sono andata questa settimana. E lei mica lo capisce che mi sono cambiati gli orari e sono dovuta venire meno alla mia promessa. Non lo capisce che non è stata una mia scelta. Che non è colpa mia. E così è arrabbiata. E quando mi vede la prima cosa che fa è dirmi di andare via. “Allontanati un po’ da me. Non ti voglio. Vai via. Io qua non ci voglio stare.” Oggi, per esempio, ha pianto dalle 18 alle 21 perché voleva andare dai nonni. Le mancano, ovvio. Non li vede più, per motivi organizzativi. È passata dal trascorrere con loro 11 ore al giorno al vederli un’ora a settimana. Le manca anche la sua cuginetta, con cui litigava sempre. Al cambiamento enorme che l’inizio della scuola dell’infanzia ha comportato, si è aggiunta la nostalgia dei nonni e la delusione che le ho dato io, venendo meno alla mia promessa. Ma il rumore del mio cuore che si spezza mentre lei mi dice di allontanarmi un po’ e andare via, lo riesco a coprire bene. Con la rabbia. Che mi è esplosa questa sera senza controllarla. E non basta dare i pugni al sacco, questa volta. Perché il sacco inghiotte l’ira e scioglie i nervi, ma non fa giustizia. Non cancella l’egoismo e l’arroganza. Non restituisce il tempo. Perché questa volta non sono solamente arrabbiata e stanca. Questa volta c’è di più. Ci sono gli occhioni pieni di lacrime della mia bambina che mi dice: “Ma io sono una piccola..”. Una piccola grande guerriera, che non solo deve affrontare i suoi cambiamenti, ma deve anche fare i conti con la mia vita stronza. Che a prenderla all’asilo non riuscirò mai ad andarci, perché i nostri orari non combaciano.

Concluderei il pensiero con un bel VAFFANCULO, ma risulterebbe davvero troppo banale. E allora confido nel karma.

4 risposte a "L’armadietto di mia figlia."

  1. anche io ho saltato a piè pari il suo inserimento, lo ha fatto la prima settimana il papà, tranne un giorno che siamo riusciti ad andare insieme e poi si è presa l’influenza e quindi è rimasta a casa. Domani ricomincia e va col papà e torna col papà ^_^ per il semplice motivo che io lavoro a scuola e ho i suoi stessi identici orari. Spero di riuscire a farmi spostare l’orario e di riuscire ad ottenere una sorta di elasticità così da poterla accompagnare, poi per riprenderla appena le maestre diranno che può restare nel dopopranzo riuscirò ad andarci io. Comunque lei l’ha presa bene perché non le prometto niente – mai – , anzi le ho ampiamente anticipato il fatto che sarebbe andata in un asilo nuovo, che mamma avrebbe lavorato mentre lei è in asilo e che quindi ci avrebbe pensato il papà con gli orari molto più elastici dei miei a portarla e riprenderla per un periodo.
    Le passerà, sulle faccende orari comunque è meglio non promettere mai niente perché gli imprevisti son sempre in agguato.

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    1. Generalmente prometto solo quando posso mantenere e siccome ne aveva bisogno, e le condizioni erano favorevoli, ho promesso che ci sarei stata. Ma i miei orari sono stati cambiati senza il mio consenso, senza preavviso e in favore di un’altra collega. Per questo sono andata in crisi! La mia capa si è però mostrata comprensiva e con un paio di permessi ci siamo rasserenate! Grazie del pensiero! 😉

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  2. Mio figlio ha 13 anni. Non sono mai riuscita ad andare a prenderlo all’asilo (e neppure a portarlo); alle elementari lo portavo al pre-scuola (erano in 3 su 100 bambini) e andavo a prenderlo alla ludoteca alle 18 dopo che quasi tutti se ne erano andati. Non stancarti di parlarle. Sii dolce e realista. Dille che la tua vita lavorativa non ti consente di andarla a prendere all’asilo e questo succederà quasi sempre. Dille che questo non cambia l’amore che provi x lei e che x lei ti butterai nel fuoco quando ce ne sarà bisogno. Tua figlia è piccola si…E INTELLIGENTE. Parla alla donna che è già dentro di lei e asciugale le lacrime. Io ho sempre parlato all’uomo che è dentro mio figlio e ogni giorno lui mi dimostra che ho fatto la scelta giusta

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