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Fine. E poi l’inizio…

E niente, è finita. L’estate. Forse no, ma le ferie si. E si comincia un nuovo anno. Ho inaugurato l’attesa del nuovo inizio con qualche pugno al sacco, che ci voleva. Comincio l’anno con un pacchetto di propositi, perché si sa che il vero inizio non è gennaio, ma settembre. Prima di tutto devo smetterla di comprare i sughi pronti e tutto il resto della roba che compro, perché siamo quello che mangiamo, e io mangio a caso. E infatti sono a caso, non fa una piega, però se non lo faccio la mia amica Marta mi scrive dei papiri chilometrici da Cambridge e siccome non la vedo da tanto e mi manca da morire, è meglio che non litighiamo. Poi devo fare uno sport. Perché è vero che vivo di rendita grazie alle 23 ore al giorno di attività fisica di vario tipo che mi ero fissata di fare dai 15 ai 22 anni, ma è anche vero che lo sport fa bene all’anima, che voglio imparare a picchiare forte per non avere più paura, e una rassodata qua e là è sempre ben accetta. Restare nel qui ed ora è quasi certamente una cosa che non rientra nella sfera delle mie capacità, perché ho il cervello shackerato. Non me lo propongo nemmeno di non avere questo meraviglioso frullato dentro alla testa, però c’è chi forse mi può insegnare ad assaporarne un gusto alla volta e a capire anche di che gusto so. Per il nervoso della gestione dei ritmi di vita, lavoro e di una famiglia con 122milioni di cose da fare e della mia, una, sola, grande ,immensa voglia di silenzio e cazzeggio al quadrato, forse mediterò. Forse mi guarderò uno dei video che Marta non smette di inviarmi. Dovrei anche dormire un po’. E sicuramente prendere meno medicine. Insomma riuscirò a fare 1/4 delle cose che mi sono proposta, ma questa volta giuro che l’impegno ce lo metto davvero. Perché mi sono dimenticata come si fa a credere in qualcosa. Mi sono dimenticata perché ho creduto troppo e mi sono fatta male. Però alla fine di qualcuno bisogna pur fidarsi, altrimenti che vita è? Dunque comincio questo cammino con un fagotto di ansia, e ok, un sacco di musica, un sacco di canzoni che mi hanno regalato le mie amiche, un numero non indifferente di amiche speciali, che mi pensano, Giulia e Siria da lasciare andare, qualche serie TV da terminare, una montagna di libri letti a metà sul comodino, due o tre film da consigliare, nuovi piccoli occhi, e mani, e piedi, e cuori di bambino da conoscere, centinaia di migliaia di infinite parole da scrivere e le farfalle nello stomaco.

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