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Esiste davvero, la magia?

La strega dell’acqua camminava in silenzio, costeggiando il fiume. Si nutriva del rumore dell’acqua che scorre. Le piaceva immensamente. L’acqua che si divideva in onde che si rincorrevano, si tuffavano per diventare schiuma bianca e scivolavano, si accavallavano e si rincorrevano di nuovo per continuare la loro corsa senza fine. Le piaceva osservare i ciottoli sul fondo del fiume. L’acqua limpida e trasparente si mostrava al mondo senza maschere, senza timori, in tutta la sua bellezza, con tutto il suo potere. Esattamente come lei. Solitaria, passava il suo tempo ad ascoltare la vita dei boschi. Ne respirava il profumo, si riempiva gli occhi del verde fitto degli alberi, circondata dal silenzio. Pace. Cinguettio di uccelli e scricchiolio di foglie secche e rami calpestati. Controllava che tutto fosse al suo posto. Teneva in equilibrio le energie del mondo. Lei era quelle montagne, lo scorrere eterno di quelle acque. Lei era quel mondo e quel mondo era lei. Magia. Lei era magia. La magia ancestrale che vive nel cuore delle cose. La magia vitale, l’equilibrio del mondo, l’amore. Che muove tutto. L’amore viveva in fondo agli occhi di quella giovane strega. Nata dall’acqua e dell’acqua guardiana. Nessuno può dominare l’acqua. Nessuno la può controllare. Nessuno può imporle il corso da seguire, perché lei esplode, ed è più forte. Sempre. E nessuno poteva dominare lei. Solo l’amore sapeva guidare i suoi passi. La magia dell’amore brillava come una fiamma di fuoco rosso vivo, in fondo ai suoi occhi. Solo una persona la sapeva vedere. Risvegliare, vivere. Solo la strega del fuoco. La strega del fuoco ballava, di notte. Disegnava le sue danze magiche intorno a fiamme e lapilli che si stagliavano selvaggi verso il cielo di quel posto magico e perduto. La luce del suo fuoco era inferiore solo a quella della luna. Immensa. A dominare il cielo e tutte le sue stelle. Portava i segni, sulla pelle. La strega del fuoco non parlava mai. Scriveva la sua storia e quella del mondo tracciando segni indelebili con un inchiostro speciale. Era così che muoveva la vita, le storie del modo, era così che faceva esistere persone, animali, storie. Tracciando segni. Disegnando. Era così che l’aveva incontrata. Tracciando segni scuri sulla sua pelle bianca. La strega del fuoco e quella dell’acqua si scambiavano storie segrete, nel cuore di quel posto selvaggio, la notte. L’inchiostro di linfa gocciolava deciso dal pennello che Trecy impugnava con coinvolgimento estremo. Per ogni goccia sulla sua pelle, un brivido attraversava il corpo di Sally, scavava nella carne, nelle ossa, ed arrivava lì. Nel punto più profondo di lei a risvegliare onde di brividi nuovi, che sorgevano, si ricorrevano, si tuffavano in schiuma bianca, proprio come la sua acqua. Era così che la magia si nutriva di se stessa, l’energia le attraversava a vortice e l’acqua faceva l’amore con il fuoco. Aveva graffiato la terra umida con forza, Sally, le era rimasta incastrata sotto le unghie. Ne aveva sentito il sapore intenso. Era troppo. Quei brividi erano troppo per lei. Non avrebbe potuto reggerli oltre, la prima volta che li aveva provati. Doveva smettere. Doveva farla smettere subito. Aveva ragione la strega della Terra, non avrebbe dovuto incontrarla. Ma era così curiosa. Delle danze notturne della dea del fuoco, parlavano tutte le creature del bosco. Nessuna però aveva avuto mai il coraggio di assistervi. Lei invece non aveva saputo resistervi. L’aveva vista ballare da dietro il tronco spezzato di un pino, ed era stato come una calamita. Si era avvicinata quasi in uno stato di ipnosi. Doveva toccarla. Le aveva sfiorato con la mano la spalla. Lei l’aveva guardata con gli occhi scuri e di fiamma. Era entrata dentro ai suoi, limpidi e impavidi. E si erano mischiate subito. Sally voleva vivere sulla sua pelle il potere supremo della vita che si origina. Cosa sarebbe potuto succedere se Tracy avesse tracciato su di lei i suoi segni? Cosa sarebbe successo se la forza della vita che nasce si fosse mischiata con quella della vita che scorre, vera e inarrestabile, nell’equilibrio del mondo? Troppo. Era troppa quell’energia vitale. Cominciava a farle male. Doveva farla smettere. Si era voltata di colpo e leaveva afferrato il polso. Tracy l’aveva guardata negli occhi di nuovo e aveva capito. Senza dire una parola, l’aveva lasciata andare via. Ma da allora non erano più state in grado di smettere. Perché dall’unione delle loro forze era nato amore. E avevano bisogno l’una dell’altra. Avevano bisogno di quei brividi. Perché l’amore muove il modo. Perché l’amore è la magia più grande. Così Tracy aspettava Sally nelle notti di luna piena e, senza dire una parola, compivano il loro rito d’amore. E anche il loro mondo traeva nutrimento dall’energia vitale che insieme sapevano generare.

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