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E urlate, cazzo!

Insomma, niente. È noto ai più che a me e mia figlia è partita una scimmia irrimediabile per Harry Potter! Film, libri, gadget, locali, eventi …… siamo super coinvolte! Girovagando sui social mi imbatto nel profilo Instagram di Emma Watson. Hermione, per intenderci. Emma, che già ha interpretato un personaggio assolutamente fondamentale, assolutamente vero, vivo, umano, straordinario e femminile. Hermione, il modello ideale cui vorrei mia figlia si ispirasse. Coraggiosa, testarda, studiosa, intelligente, costante, brillante, piena di risorse, consapevole. Emma che poi interpreta Belle, che ha praticamente le stesse qualità di Hermione, con qualche anno in più.

Emma che ha 10 foto sul suo profilo, e solo 2 ritraggono lei. Ed è VESTITA, signori. Una bellissima donna, una grandissima attrice, che posta pochissime foto di se’, e non ha come scopo principale quello di mettersi in mostra. Perfino la mia adorata Cristina d’Avena posta foto con le labbra a canotto e fa le storie sui social. Ma Emma no. Lei è ambasciatrice di UN WOMEN, organizzazione delle nazioni unite che si occupa della parità di genere. Lei è femminista e ha creato un club femminista di lettura online che si chiama our shared shelf. Intervista grandi donne, grandi autrici. Divulga cultura, ideologie saperi. Fa vestire tutte le donne di nero al Golden globe con l’iniziativa lanciata da Time’s Up, per mostrare al mondo il lutto delle violenze che ancora troppe donne subiscono. Diventa una “fatina dei libri” e sparge romanzi per Parigi, che qualcuno troverà. Ecco, i modelli che vorrei per mia figlia. Ecco, le donne del girl power. Ecco.

Tenetevi la farfallina di Belen, noi voliamo Emma Watson.

Tra i tanti romanzi del club, tra le tante autrici intervistate, mi ha colpito moltissimo EVE ENSLER, con la sua opera teatrale “I monologhi della vagina”, in cui dà voce alle storie di moltissime donne, alle violenze subite, ai soprusi, ai traumi. Voce. Spiattella in copertina un nome che non pronunciamo mai, manco fosse proibito come quello di Voldemort: vagina. C’è bisogno. Di femminismo. Non dico quello radicale, ma quello che grida si. Di rispetto. Di aprire la mente e il cuore. Nell’era degli smartphone, c’è bisogno di CIVILITA’. Tutti dovrebbero leggere i monologhi della vagina. Fa riflettere. Angoscia. Fa piangere. Rende consapevoli. È illuminate.

Leggete, donne. Leggete. E urlate, cazzo.

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