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#Scrivere _ 2013


Scrivo, da sempre. Scrivo a partire dal primo “diario segreto” che mi è stato regalato alle elementari. Non ho mai pensato di scrivere perché qualcuno mi leggesse. Più che altro ho sempre scritto per rilegger-mi. Anche e soprattutto a distanza di tempo. Così mi capivo meglio. È sempre stata un’esigenza personale quella di urlare forte cosa affliggeva la mia anima adolescente, sputarlo sul foglio di carta, e liberarmene. Guardarlo in faccia e affrontato occhi negli occhi. Poi, a un certo punto, ho iniziato a pensare che se avessi inventato una storia, una semplice, di vita vissuta, avrei trasferito le mie sensazioni e le mie esperienze a personaggi in cui altri avrebbero potuto identificarsi. Un po’ ambizioso, lo riconosco, ma affascinante. Quello che adoro dei libri, è quello che, leggendo, posso fare mio. Quello che mi dice qualcosa di me. Quello in cui mi rispecchio e da cui posso imparare. Quello che mi dà modo di confrontarmi con un’altra esperienza, simile alla mia. Mi piacerebbe molto imparare ad essere questo. A scrivere per me e per gli altri. Mi affascina questo potere straordinario della scrittura-lettura. E così, adesso, scrivo per rielaborare le mie esperienze, facendole vivere, in sfumature e colori arricchiti e nuovi, a personaggi altri da me, e guardandole su di loro, capirle e trarne nuove spiegazioni e significati. E soprattutto scrivo per vivere le esperienze che nella realtà non mi è concesso. Questa è la parte migliore. Perché vado dove voglio io, faccio quello che è proibito, vivo sensazioni da togliere il fiato, e le sento addosso, sulla sulla pelle. Mi piace scrivere, è un esigenza.