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Giulia è morta 


Giulia è morta. Se ne è andata via per sempre. Si è tagliata le vene, era l’unico modo in cui potesse morire. È rimasta seduta sul marciapiede, davanti alla casa di Siria. Guardava il sangue scorrergli lungo le braccia. Stava quasi bene. Finalmente la sua disperazione avrebbe trovato pace. Era lì, l’unico posto in cui voleva essere, ma non poteva stare. Aveva deciso che sarebbe rimasta lì per sempre. Lì dove non era desiderata affatto. Lì dove era stata tradita, imbrogliata, usata, svuotata e poi gettata via. Lì dove si era fatta sporcare l’anima dalla paura e dall’amore. Aveva deciso che sarebbe morta con quella visuale impressa negli occhi. Con la lucida consapevolezza di un gesto folle e stupido, un gesto da debole, da vinta. Un gesto disperato di richiesta di attenzioni. Voleva essere vista da lei, che non l’aveva guardata mai. E allora aveva pensato che forse, lì per terra, nella pozza di quel fottuto sangue, lei l’avrebbe notata. Magari uscendo per andare al lavoro la mattina seguente. Avrebbe inciampato nel suo corpo senza vita e forse si sarebbe interrogata. Forse si sarebbe fermata a pensare al perché. Chissà magari avrebbe anche pianto. Sicuramente l’avrebbe vista. Tutte le notti, dentro ai sogni tormentati. Tutte le mattine, appena sveglia. “Forse adesso saremo pari” pensava giulia mentre l’energia le sgusciava tra le mani, e lei giungeva ad un livello altro di coscienza. “Si, adesso siamo pari. Adesso io sarò libera. Adesso gli incubi toccano a te.”

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